INTERVISTIAMO FEDERICO COLACICCHI, SENIOR CONSULTANT DI WYSER PER PROFILI IT.

Federico ci racconta qual è il suo ruolo all’interno di Wyser, le aziende con cui lavora e mette in luce alcune peculiarità di uno dei partner strategici del settore IT: le startup.

 

Ciao Federico, ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono un head hunter e mi occupo di ricerca e selezione di profili operanti nella funzione information technology.

 

Chi sono i tuoi clienti tipo?

I nostri partner sono aziende corporate o consulting, dai principali gruppi multinazionali across industry ai più rinomati system integrators, passando per software factories e startup innovative.

In particolare quest’ultime stanno divenendo sempre più un partner strategico, con un aumento importante della richiesta.

 

Ok, quindi lavori spesso con le startup. Quali sono i profili più ricercati?

Sicuramente profili legati al mondo della programmazione con solide competenze su specifici stack tecnologici. Parliamo di sviluppatori backend, frontend o fullstack, con un’esperienza compresa tra i 3 e 10 anni, ma anche di software architect, software engineer e sysadm / devops, con seniority superiori al decennio.

Le tecnologie richieste vanno dai classici Java, PHP, .NET fino ai sempre più richiesti Python, Ruby e Scala. Occorre specificare però che questa è mera statistica, il ventaglio di profili che come head hunters seguiamo è estremamente più vasto e complesso.

 

Quali sono le difficoltà che le startup incontrano nell’individuazione di candidati allineati?

Le difficoltà attengono tanto alle caratteristiche professionali che personali dei candidati. D’altronde una startup innovativa non può permettersi il lusso di sbagliare la scelta di un collaboratore poiché incontrerebbe grosse difficoltà nel metabolizzarne l’impatto negativo come potrebbe fare invece una realtà strutturata.

Le startup richiedono un mix perfetto tra competenza tecnica – al limite della genialità – e attitudine personale. È il famoso unicorn che tutti cercano ma difficilmente trovano. In questo caso affidarsi al lavoro di un head hunter si rivela una scelta vincente.

 

E quali sono secondo te i vantaggi di lavorare in una startup?

I vantaggi sono molteplici. Lavorare in una startup significa partecipare concretamente alla realizzazione di un progetto imprenditoriale, spesso estremamente innovativo o distruptive per dirla con gli americani, con un alto impatto sul mercato.

Permette di consolidare e accrescere le proprie competenze in un ambiente naturalmente predisposto alla sperimentazione in assenza di rigide procedure proprie di contesti strutturati.

Inoltre, i percorsi di carriera sono molto veloci e meritocratici. Le risorse crescono al crescere dell’azienda e non è raro arrivare a ricoprire ruoli manageriali prima dei trent’anni.

 

E gli svantaggi?

Gli svantaggi non sono molti e sono prevalentemente soggettivi. Va indubbiamente considerato il rischio di fallimento implicito in ogni progetto imprenditoriale. Detto ciò, la mancanza di struttura e processi consolidati può risultare per alcuni un elemento disorientante.

Occorre avere una naturale predisposizione all’autodisciplina, curiosità, spirito innovativo e attitudine alla risoluzione di problemi. Caratteristiche peraltro richieste dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni ma che in un ambiente startup risultano imprescindibili.

 

Ok. Mi piacerebbe lavorare in una startup! Cosa mi consigli di fare?

Innanzitutto valutare bene gli elementi appena esposti. Se convinti, la cosa migliore è proporsi attivamente sul mercato, attraverso head hunter specializzati o scrivendo direttamente alle aziende.

Occorre inoltre tenere presente che in genere le startup hanno come obiettivo quello di rivoluzionare un settore o crearne uno da zero. Per fare ciò, hanno bisogno di collaboratori eccezionali. Comunicare correttamente le proprie caratteristiche al futuro datore di lavoro è perciò fondamentale.

Per essere efficaci, occorre strutturare una buona pagina LinkedIn, un curriculum chiaro e accattivante e monitorare tutti i canali di social recruiting, privilegiati dalle startup rispetto ai canali tradizionali.

 

Dal punto di vista della startup, quali sono secondo te le strategie migliori per attrarre i talenti?

Le strategie possono essere virtualmente infinite e l’unico limite potrebbe essere quello della mancanza di creatività. Le classiche metodologie di employer branding rappresentano sicuramente un valido supporto per iniziare, ma ancora una volta iniziativa e innovazione sono i concetti guida da tenere sempre a mente.

Mi è capitato spesso di strutturare, in parallelo a un processo di selezione, delle strategie di talent attraction innovative con miei clienti che hanno portato risultati di lungo periodo. Confrontarsi con uno specialista è, anche in questo caso, una scelta vincente.

 

Grazie Federico, alla prossima.

Grazie a voi!

 

Federico Colacicchi

Senior Consultant, Wyser

 fcolacicchi