Published 7 Giugno 2022 - in Career Advices Management Advices Professional Insights

Avere una marcia in più: le competenze trasversali più richieste

Avere una marcia in più: le competenze trasversali più richieste

Quando si parla di competenze nel mondo del lavoro, è fondamentale distinguere tra hard e soft skill.

Le hard skill, o competenze specifiche, sono le abilità che un determinato ruolo richiede e che, la persona che si candida a ricoprire una data posizione lavorativa, deve necessariamente possedere: la loro mancanza, infatti, sarebbe un vero ostacolo all’assunzione. Possiamo dunque definire le hard skill come le capacità tecniche acquisite attraverso la formazione e l’esperienza sul campo, come ad esempio la conoscenza delle lingue straniere, la capacità di utilizzare correttamente specifici programmi e/o pacchetti informatici, gli attestati dei corsi di specializzazione e formazione e così via.

Le soft skill, al contrario, non sono competenze specifiche per un certo ruolo. Si tratta, infatti, di abilità generali legate alla sfera della comunicazione e a quella dei rapporti interpersonali, come per esempio la flessibilità, la capacità di adattamento e di problem solving, la creatività, la proattività, l’organizzazione del lavoro, la gestione del tempo e la capacità di lavorare in team, per dirne alcune.

Le soft skill sono anche conosciute con il nome di “competenze trasversali”: vediamo nel dettaglio quali sono e perché rappresentano una marcia in più nel lavoro che si svolge.

Capacità trasversali: quali sono

Le abilità trasversali, come il nome stesso suggerisce, possono rivelarsi utili in molte situazioni, sul lavoro come nella vita: si va dalla capacità di far fronte ai problemi alla predisposizione per il lavoro in team, dalla leadership all’empatia.

Ci sono, ad esempio, le abilità trasversali che fanno riferimento al lavoro con gli altri: la capacità di esprimersi con una chiara comunicazione verbale e non verbale, l’ascolto, l’empatia, la capacità di comprendere le preoccupazioni e di accogliere le opinioni altrui. Ci sono poi abilità trasversali legate alla dimensione lavorativa individuale: la capacità di mantenere un atteggiamento professionale e di rispettare gli altri sul posto di lavoro, la predisposizione ad uscire dalla zona di comfort per assumersi dei rischi, il saper prendere iniziativa, la capacità di gestire il tempo, la creatività, le doti di problem-solving.

Infine, ci sono capacità trasversali che fanno riferimento alla società contemporanea: sono le abilità di alfabetizzazione digitale. Queste comprendono la capacità di trovare informazioni online, sapendo distinguere la bontà delle fonti, la capacità di creare contenuti digitali, di interagire con gli altri sul web, di proteggere la propria identità e le proprie transazioni, di utilizzare strumenti 2.0 per informarsi e per formarsi.

Ovviamente, nessuno possiede tutte le capacità trasversali elencate. Tutti, però, a prescindere dalla professione e dall’istruzione, hanno sviluppato diverse skill che possono rivelarsi vincenti nel mondo del lavoro.

Quali sono le abilità trasversali più importanti?

Sebbene ciascuna sia importante, ci sono abilità trasversali che nel mondo lavorativo costituiscono un plus. A cominciare dalle abilità digitali che, in realtà, rappresentano un ibrido tra hard e soft skill.

Le soft skill più richieste sono:

  • la capacità di fare gioco di squadra;
  • la gestione proficua dei rapporti interpersonali: è necessario saper ascoltare, partecipare, non alimentare i conflitti, ma anzi sedarli, interfacciarsi coi giusti modi e il giusto linguaggio sia con i clienti che con i fornitori;
  • saper comunicare in modo chiaro, con un linguaggio semplice e comprensibile;
  • l’onestà, l’integrità morale, l’affidabilità;
  • la gestione del tempo, l’organizzazione, la capacità di stabilire le priorità: le doti di Time Management sono tra le più richieste dalle HR;
  • la creatività, intesa come capacità di risolvere i problemi pensando fuori dagli schemi;
  • l’essere multitasking;
  • l’intelligenza emotiva e, dunque, la capacità di riconoscere e di gestire le emozioni (sia proprie che altrui);
  • la motivazione;
  • l’entusiasmo per le nuove sfide.

Alcune soft skill costituiscono poi una marcia in più per specifici ruoli, come le doti di leadership per chi occupa (o mira ad occupare) una posizione manageriale.

Come valutare le soft skill

Ci sono diversi metodi per valutare le soft skill. Innanzitutto, l’osservazione sul campo: spesso basta affiancare una persona nello svolgimento del lavoro per comprendere quali siano le sue migliori qualità. Esistono, però, anche altri strumenti: dai test di autovalutazione ai questionari sulla personalità, fino alle simulazioni (giochi di ruolo, test a risposta multipla, riunioni simulate).

Le soft skills sono quindi fondamentali, sia per chi lavora in proprio che per chi fa parte di un team: possono migliorare il clima di lavoro e contribuiscono a creare un team coeso e performante, aumentando la produttività e, di conseguenza, migliorando anche la reputazione dell’azienda.