Published 15 Dicembre 2023 - in Management Advices

Strategie ambidestre in azienda per favorire l’innovazione

Come favorire l’innovazione adottando una strategia ambidestra

Il concetto di strategia ambidestra affonda le sue radici negli anni Novanta, con James G. March che, nel 1991, parlò di “esplorazione di nuove possibilità e sfruttamento di conoscenze”. Tuttavia, solamente Michael Tushman nel 1996 e Charles O’Reilly nel 2013 cominciarono a chiamare “ambidestrismo” la strategia gestionale che sfrutta due mindset opposti: le attività già esistenti, da cui trarre il massimo profitto, e l’esplorazione di nuove strade.

Se l’ambidestria indica la capacità di usare entrambe le mani con eguale competenza, applicato al contesto aziendale tale termine si riferisce alla capacità di bilanciare l’esplorazione di nuove opportunità e lo sfruttamento delle capacità e delle risorse esistenti. Le organizzazioni ambidestre sono dunque in grado di perseguire contemporaneamente miglioramenti incrementali ai prodotti e servizi esistenti, esplorando anche nuovi mercati, tecnologie e modelli di business.

Perché la strategia ambidestra favorisce l’innovazione

Le aziende che adottano una strategia ambidestra hanno prestazioni migliori: secondo uno studio condotto da He e Wong nel 2004, le organizzazioni ambidestre performano meglio in termini di innovazione rispetto alle organizzazioni che si concentrano esclusivamente sull’esplorazione di nuove strade o sullo sfruttamento delle risorse esistenti. Un risultato, questo, confermato da numerosi altri studi negli anni successivi.

Ma come può, un’azienda, adottare un approccio ambidestro all’innovazione? Le opzioni sono diverse, ma la strategia più comune consiste nel creare team di lavoro separati per l’esplorazione (di nuovi mercati/tecnologie/modelli di business) e lo sfruttamento (di competenze, risorse e mercati esistenti). A ciascuno di essi vengono forniti parametri, incentivi e risorse per il raggiungimento di specifici obiettivi.

Come adottare un approccio ambidestro

Affinché lo sfruttamento di risorse esistenti (in inglese, exploitation) conduca all’innovazione, è possibile adottare diverse tecniche:

  • la produzione snella: un sistema produttivo basato sull’identificazione e l’eliminazione degli sprechi nel processo di produzione, così da migliorare l’efficienza e da ridurre i costi. Per identificare le attività senza valore aggiunto e altri “sprechi” nel processo di produzione, sono però necessari feedback puntuali e costanti da parte della forza lavoro;
  • il Sei Sigma: un programma di gestione della qualità volto a ridurre i difetti nei prodotti o servizi, identificando ed eliminando le loro cause profonde. Grazie all’analisi statistica viene misurata e controllata la variabilità interna ad un processo, con conseguente miglioramento della qualità e della soddisfazione del cliente. Quindi, mentre la produzione snella si concentra principalmente sull’eliminazione degli sprechi attraverso strumenti che mirano all’efficienza organizzativa, integrando un sistema di miglioramento delle prestazioni, Sei Sigma si concentra sull’eliminazione dei difetti e sulla riduzione delle variazioni;

  • il Total Quality Management (TQM) è un modello organizzativo basato sul coinvolgimento di tutti i dipendenti nel processo di miglioramento della qualità, in gran parte soppiantato dalle norme della serie ISO 9000.

Le sopracitate metodologie di miglioramento continuo nascondono però alcune sfide, a cominciare dalla resistenza al cambiamento da parte dei manager e dei loro team. Inoltre, le aziende si scontrano spesso con la carenza di risorse e con la difficoltà di misurare il successo delle tecniche impiegate. Le stesse difficoltà possono essere riscontrate nel processo di sviluppo di nuove opportunità (in inglese, exploration).

Perché la strategia ambidestra possa essere adottata con efficacia, è necessario superare tale diversità. Ed è necessario che i diversi team, dediti all’exploitation e all’exploration, lavorino sinergicamente per un obiettivo comune.

Strategie ambidestre: i casi di successo

Tra le aziende che hanno implementato con successo una struttura organizzativa ambidestra troviamo Procter & Gamble (P&G). L’azienda dispone di un’unità di innovazione denominata “Connect + Develop”, responsabile dell’esplorazione di nuove opportunità di crescita, attraverso la ricerca di nuove tecnologie e modelli di business. Le business unit presenti all’interno dell’organizzazione si concentrano invece sullo sfruttamento dei prodotti e dei processi esistenti. Ciò consente a P&G di mantenere un equilibrio tra exploitation ed exploration, di stare al passo con i competitors e di difendere la sua posizione di azienda leader nel settore dei beni di consumo.

Allo stesso modo, Google dispone di un’unità dedicata denominata “X Development” (fino al 2015 “Google X”), che si concentra esclusivamente sull’esplorazione di nuove opportunità di crescita, sullo sviluppo e sulla sperimentazione di nuove tecnologie (es. auto a guida autonoma). Parallelamente, le altre unità aziendali si concentrano sullo sfruttamento dei prodotti e dei processi esistenti (motore di ricerca, prodotti pubblicitari).

Infine, Amazon: la sua “Amazon Web Services” è responsabile dello sviluppo e del test di nuove tecnologie e modelli di business che possano aiutare l’azienda a crescere, mentre le altre business unit sono focalizzate sul presente e su ciò che già esiste (piattaforma e-commerce, programma di abbonamento Prime).

Tale strategia massimizza la competitività di un’azienda e il suo livello d’innovazione, regalando un vantaggio competitivo a chi la adotta.