Published 28 Settembre 2021 - in Market Trends Professional Insights Report

Banking & Financial Services

Banking & Financial Services: frenano le retribuzioni, ma continua, anzi accelera la radicale trasformazione di carriere, profili e competenze.

Frenata retributiva nel 2020 anche per il comparto dei servizi finanziari e bancari, che secondo ODM Consulting si posiziona comunque fra quelli con le retribuzioni maggiori per Dirigenti e Quadri. D’altra parte, come evidenzia Wyser, si assiste a una rinnovata e radicale trasformazione del settore che sta ridefinendo profili e competenze nel nome, principalmente, della digitalizzazione.

Nonostante la frenata nel trend di crescita delle retribuzioni per il comparto dei servizi finanziari e bancari, in linea con la tendenza a livello nazionale, il settore Banking & Financial Services si posiziona tra quelli con le retribuzioni maggiori per Dirigenti e Quadri, rispettivamente al primo posto (+18,3% media nazionale) e al terzo dopo Farmaceutica e Assicurazioni (+5,3% media nazionale). 

Questa la fotografia di ODM Consulting, la società di consulenza HR di Gi Group, che registra un netto rallentamento per quanto riguarda sia la retribuzione base sia quella totale, per la quale nello specifico i dirigenti (non executive) sono stati maggiormente impattati sebbene la loro RTA di 159.678 € mostri un tasso di crescita rispetto al 2015 del 13,5% (valore simile a quello dei quadri).

RBA

2019

2020

Trend 2020/2019

Trend 2020/2018

Trend 2020/2015

Dirigenti

130.301 €

130.626 €

0,3%

1,1%

6,9%

Quadri

61.779 €

62.062 €

0,5%

2,2%

9,4%

Impiegati

32.464 €

 32.655 €

0,6%

1,9%

5,4%

Tabella 1 – Retribuzioni base comparto servizi finanziari e bancari
ODM Consulting

RTA

2019

2020

Trend 2020/2019

Trend 2020/2018

Trend 2020/2015

Dirigenti

159.384 €

159.678 €

0,2%

1,1%

13,5%

Quadri

67.947 €

68.358 €

0,6%

2,6%

13,0%

Impiegati

33.806 €

34.032 €

0,7%

2,3%

5,8%

Tabella 2 – Retribuzioni totale comparto servizi finanziari e bancari
ODM Consulting

Se l’ultimo anno ha causato una brusca frenata a livello retributivo anche nel comparto dei servizi finanziari e bancari, d’altra parte ha accelerato la trasformazione che era già in corso nel settore e che ha ricadute anche sulle carriere, sui profili e sulle competenze che popolano questo settore. A tal proposito, secondo Wyser, il brand globale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili di middle e senior management, real estate, lending, digital banking, wealth & asset management sono gli ambiti che oggi rendono il mercato più vivace anche in termini di domanda di profili manageriali, dopo il periodo passato. 

All’interno del comparto sono diverse le figure ricercate: in ambito technology, Wyser registra il consolidamento dell’internalizzazione di figure tecnico-specialistiche da parte di quasi tutti i grandi gruppi. Pertanto, la domanda interna non riguarda più solo figure manageriali volte al coordinamento di fornitori e consulenti esterni, ma profili con esperienza specifica che contribuiscano dall’interno con competenze hard.

Questa tendenza coinvolge sicuramente la funzione Cybersecurity, a maggior ragione dopo un anno record di attacchi informatici come il 2020, per cui sono particolarmente richiesti specialisti nella gestione del rischio e nella “prevenzione/individuazione” delle minacce informatiche, nella dematerializzazione sicura dei documenti, nella definizione di policy, procedure e linee guida, ma anche esperti Cloud e Mobile Banking, dallo sviluppo alle architetture.

Sempre più spesso si assiste anche a professionisti con background finanziari o di consulenza strategica intraprendere percorsi di carriera in start up motivati dal progetto e dal potenziale di crescita, dal contesto più snello e da leve di stock options, più che da retribuzioni elevate. Cambiano quindi le logiche di scelta per la propria carriera, evidenzia Wyser, così come le competenze che delineano profili più trasversali e flessibili rispetto a quelli tecnici, passaggio professionale che sfrutta le skill sviluppate negli anni ma che richiede al manager anche di reinventarsi.

Anche il cliente è cambiato e cambia – in primis i Millenials sono oggi un target di riferimento con esigenze ben diverse dalle fasce più anziane della popolazione – e la pandemia ha in parte abbattuto molte delle barriere, culturali, nei confronti del digitale per cui l’ottimizzazione della user experience, ad esempio, è una conditio sine qua non per gli istituti bancari. Il che significa l’inserimento di professionisti con competenze dedicate o la collaborazione con le TechFin, realtà alter ego delle FinTech che stanno aumentando anche nel mercato italiano. 

La crisi ha poi generato negli italiani una maggior volontà di risparmio, che ha portato da una parte alla nascita e crescita di realtà che offrono modalità innovative di accantonamento e risparmio senza particolari requisiti di accesso e che, come sopra accennato, rappresentano interessanti percorsi di carriera per profili più tradizionali motivati dal progetto e da dinamiche organizzative più flessibili e innovative. 

Dall’altra ne deriva che le figure sales più tradizionali, anche nelle filiali – ancora oggi punto di riferimento per molti italiani – devono mostrare sempre più competenze consulenziali per riuscire a rispondere ai bisogni di un interlocutore, risparmiatore più consapevole.