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Published 26 Ottobre 2023 - in Knowledge Center

Low code/No code: limite o potenzialità?

Sviluppo low code/no code: le potenzialità e i limiti

Fino a qualche tempo fa, per creare un sito o una App che rispondesse efficacemente alle esigenze personali o di business, si potevano percorrere due strade: progettarlo/a da sé con il codice, o commissionarlo/a a professionisti esterni. Il low code e il no code hanno rivoluzionato il mondo dello sviluppo software, proponendo una terza via.

Cosa sono il low code e il no code

Il no code è un metodo di sviluppo software che consente di creare applicazioni, siti web e automazioni senza la necessità di scrivere il codice manualmente, grazie all’impiego di piattaforme che trasformano il processo di programmazione in un processo visuale. Tali piattaforme traducono in elementi visivi il codice scritto dagli sviluppatori: gli utenti possono così trascinarli e disporli all’interno di un ambiente di sviluppo, con molta meno difficoltà rispetto all’apprendimento e all’impiego di un codice tradizionale.

L’approccio no code offre risposte a una serie di esigenze aziendali e affronta una sfida rilevante nel mercato. Dal 2020 ad oggi, infatti, la richiesta di Software Engineer è raddoppiata: tuttavia, secondo un sondaggio condotto da Gartner nel 2020, nel 2025 i posti di lavoro vacanti nel settore IT ammonteranno a 5,5 milioni. Ecco, dunque, che il no code si pone come soluzione, seppur parziale, al divario tra richiesta e disponibilità di competenze, e al suo ostacolo alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica.

A differenza del no code, il low code è pensato invece per gli sviluppatori che, adottando tale approccio, possono sviluppare applicazioni e siti Web con un uso ridotto del codice. Sebbene spesso le funzionalità della piattaforma no code possano essere estese grazie a plugin e componenti creati da altri utenti, la soluzione è basata su codici scritti da terzi. L’approccio low code, invece, consente agli stessi sviluppatori di implementare un codice personalizzato e di rispondere così alle esigenze tecniche specifiche dell’azienda.

Il futuro (e i dubbi) legati al low code/no code

Seppure gli approcci low code/no code offrano diversi vantaggi, presentano anche alcune limitazioni, a cominciare da una ridotta possibilità di personalizzazione.

Nonostante le piattaforme low code diano la possibilità di implementare parte del codice e di integrare API esterne, infatti, la personalizzazione è ancora molto limitata ed è possibile riscontrare problemi di integrazione. Pertanto, non sembra la soluzione migliore per lo sviluppo di applicazioni complesse, né per le aziende con alte competenze IT.

Tuttavia, si stima che entro il 2024 le piattaforme low code/no code rappresenteranno oltre il 65% dell’attività di sviluppo delle applicazioni, con il mercato globale che produrrà entrate per 187 miliardi entro il 2030. Solamente lo 0,5% della popolazione mondiale sa programmare utilizzando il codice, del resto. Non solo: lo sviluppo con strumenti No Code è 10 volte più veloce rispetto alle piattaforme di sviluppo tradizionali, e prevede un impiego di risorse del 70% inferiore.

In tale contesto, con il low code/no code sempre più impiegato per via della sua semplicità d’uso, della velocità del processo e della convenienza in termini di costi e di risorse, si inserisce l’Intelligenza Artificiale, il cui mercato globale raggiungerà 1,8 trilioni di dollari entro il 2030.

Secondo Forrester, entro la fine del 2023 sarà proprio l’Intelligenza Artificiale (e più precisamente TuringBots, un software che utilizza la regressione simbolica per trovare formule matematiche partendo dai valori dei dati) a scrivere il 10% dei codici. Una soluzione che va oltre il low code e il no code: il Reinforcement Learning e i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) hanno infatti accelerato lo sviluppo, l’accuratezza e l’implementazione di software in grado di generare automaticamente codici puliti, andando a colmare la mancanza di specialisti IT e permettendo alle aziende di ogni dimensione di sviluppare siti e app senza ricorrere a Software Engineer