Published 13 Dicembre 2022 - in Career Advices Management Advices Professional Insights

Capacità di problem solving: cos’è e come svilupparla

Capacità di problem solving: cos’è e come applicarla sul lavoro

Tra le competenze più richieste dalle aziende troviamo la capacità di problem solving, e dunque la capacità di risolvere qualsiasi tipo di problema. Un processo, questo, che prevede fasi ben precise: si individua il problema, se ne determinano le cause, si selezionano e si implementano le alternative per la sua risoluzione.

La definizione di problem solving

Prima di identificare le fasi del problem solving, è necessario definire tale soft skill.

Che cos’è il problem solving? È la capacità di risolvere i problemi, trovando sempre le soluzioni migliori. Un’abilità fondamentale in ogni ambito lavorativo, poiché in azienda i problemi sono all’ordine del giorno: saperli risolvere con spirito critico, analitico e creativo preserva l’operatività aziendale e regala un vantaggio competitivo.

La soft skill del problem solving, per la verità, non è un’abilità a sé. Comprende invece numerose altre capacità:

  • di ascolto;
  • di analisi e valutazione:
  • di comunicazione;
  • di formulazione delle ipotesi;
  • dell’assunzione di decisioni.

Le fasi del problem solving

Il processo di risoluzione dei problemi comprende diversi passaggi.

1. Definire il problema

Definire il problema non è semplice come sembra, ma è il primo passo per la sua risoluzione. Per identificarlo è possibile adottare diversi strumenti, a cominciare dai diagrammi di flusso e dai diagrammi causa-effetto. Una volta individuato il problema, se ne possono scoprire le cause con l’ausilio delle famose 5 W:  Who?, What?, Where?, When?, Why?.

2. Generare le alternative

Il passaggio successivo all’identificazione del problema è la generazione delle alternative. Ogni volta che si pensa ad un’idea o ad una soluzione, ci si focalizza unicamente su di essa con la convinzione che sia efficace. In realtà, non sempre è così. E, se non si ha un’alternativa, si sprecherà molto tempo ad individuare un’altra soluzione. Come generare diverse alternative? Coinvolgendo più persone, modellando la soluzione più ovvia sui diversi aspetti del problema, adottando la pratica del design thinking: si studiano i bisogni degli utenti, si immagina la più ampia gamma di soluzioni per soddisfarli, e si arriva poi alla soluzione dominante.

3. Valutare e selezionare le alternativa

Per verificare che un’alternativa sia efficace è necessario testarla. Come? Rispondendo a queste domande:

  • questa soluzione sarà in grado di risolvere il problema specifico senza causare altri problemi?
  • tutte le persone e le parti interessate accetteranno la soluzione?
  • la soluzione escogitata è fattibile e facile da implementare?

Le alternative che non soddisfano vanno scartate, andando così a restringere il campo.

4. Implementare la soluzione

Il passaggio finale per la risoluzione del problema è l’implementazione della soluzione. Per farlo è possibile:

  • coinvolgere altre persone, così da ridurre il carico di stress e da migliorare l’alternativa con altre idee innovative;
  • testare la soluzione in contesti diversi, confrontandola con le aspettative;
  • affidare l’alternativa ad un Project Manager, che sappia progettare e attuare un piano d’azione per la sua implementazione.

5. Raccogliere i feedback

Una volta che la soluzione è stata scelta e implementata, a metterla in pratica saranno diversi soggetti all’interno dell’azienda. Dopo qualche tempo, dunque, è importante raccogliere i loro feedback così da stabilire se la soluzione scelta è davvero quella migliore e definitiva.

Come migliorare il problem solving

Sono diverse le attività che ti permettono di migliorare il problem solving, e di allenare la tua capacità di trovare soluzioni ai problemi:

  • danzare: ballare aiuta a sviluppare nuovi percorsi neurali per aggirare i blocchi del cervello impoveriti di dopamina. Impegnarsi nella danza facilita il pensiero convergente, e consente di trovare una risposta unica e appropriata ai problemi;
  • fare un puzzle o un gioco di logica, come gli scacchi, il sudoku o il cubo di Rubik: per completarli bisogna ragionare “all’indietro”, anziché in avanti, allenando il cervello;
  • dormire: il sonno REM migliora la capacità di elaborazione creativa del cervello in quanto aiuta a stimolare le reti associative, necessarie a creare nuove e utili associazioni tra idee non correlate;
  • fare yoga: raggiungere la consapevolezza del proprio corpo, ed esercitare respirazione e meditazione, aumenta significativamente i punteggi dei test cognitivi. A dirlo è uno studio dell’Università dell’Illinois, che ha dimostrato come chi pratica yoga abbia tempi di reazione più brevi, ma anche una maggiore precisione e attenzione.

Fondamentale è inoltre affinare le conoscenze nel proprio settore di competenza: risolvere i problemi è più semplice se si possiede una base teorica molto forte.

Come inserire la capacità di problem solving nel cv

Le soft skills, all’interno del curriculum, rivestono un’importanza cruciale. La capacità di problem solving, insieme alle altre abilità trasversali, può essere inserita all’interno della sezione dedicata alle soft skill oppure sotto l’esperienza lavorativa in cui è stata utilizzata.