Published 8 Marzo 2022 - in Management Advices Professional Insights Report

I 6 stili di leadership di Goleman

Gli stili di leadership secondo Goleman

Il tema di come essere leader in modo efficace è un tema molto attuale, fortemente legato alla capacità di essere “emotivamente intelligenti”, ovvero capaci di attingere dalle emozioni degli altri (positive e negative), essendo consapevole delle proprie.

Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista statunitense, nel libro Primal Leadership del 2002 ha teorizzato sei tipologie di leadership di successo.

Scopriamo quali comportamenti contraddistinguono i vari tipi di leader e quanto sono funzionali ai bisogni aziendali e ai rapporti con i collaboratori.

Perché si parla di stili di leadership?

Lo stile di leadership è relativo al modo nel quale il leader decide di interagire con i propri collaboratori e dipendenti per raggiungere gli obiettivi. In generale, il modus operandi non è mai limitato a un solo stile dal momento che i modelli, che più sotto vedremo, sono intercambiabili a seconda delle condizioni e del contesto.

Per esempio, se il business rivela una costante e crescente perdita di vendite, con conseguente calo del fatturato, potrebbe essere opportuno l’intervento di un leader autoritario pronto a impartire ordini e a prendere il controllo della situazione.

Viceversa, se l’azienda è in crescita e punta allo sviluppo di nuovi prodotti, il leader visionario è quello che può maggiormente ispirare al raggiungimento di traguardi ambiziosi.

In sostanza il leader compie azioni tanto più efficaci quanto più flessibili, adattando il proprio stile a seconda delle contingenze e dei bisogni.

I sei tipi di leader di Goleman

Le attitudini personali, il know-how professionale e l’organizzazione determinano, come anticipato, diversi stili di leadership. Daniel Goleman ne individua sei, basati sia sulla personalità di chi li adotta, sia sulla cultura aziendale di riferimento. I primi quattro sono particolarmente efficaci perché mirano a creare un buon clima aziendale. Gli altri due invece sono consigliati per brevi periodi e in condizioni particolari. Vediamo tutti i dettagli.

1.   Leader democratico

La leadership democratica, detta anche leadership partecipativa, è uno stile aperto nel quale il leader sa ascoltare e facilita il lavoro collaborativo per mettere a frutto gli input del gruppo di lavoro.

PRO: ogni membro della squadra ha la possibilità di far sentire la propria voce

CONTRO: riunioni più frequenti e meno selezione delle opinioni e delle idee da discutere

2.   Leader coach

Il leader coach, ovvero il leader formatore, ha una predisposizione non soltanto all’ascolto, ma anche al consiglio. In particolare, con il suo ruolo supporta gli individui del gruppo di lavoro a sviluppare i propri punti di forza e a lavorare sui punti di miglioramento. In questo modo, trova la connessione giusta per collegare i desideri e le ambizioni individuali agli obiettivi aziendali. La motivazione del team è una spinta utile a migliorare le prestazioni e a puntare verso l’eccellenza del risultato.

PRO: focus sulla crescita professionale del team

CONTRO: lo stile coach risulta davvero efficace soltanto in contesti aperti al miglioramento

3.   Leader visionario

La vision aziendale è il mantra di chi adotta lo stile di leadership visionario. La forza del leader in questo caso si misura nella sua capacità di ispirare il gruppo, dando una ragione a ciascuno per dare il proprio contributo alla realizzazione della missione collettiva. Attraverso l’empatia, il leader visionario sposta le folle e le raggruppa sotto l’idea di un sogno.

PRO: questo stile di leadership è funzionale soprattutto nei momenti di cambiamento aziendale, quando l’organizzazione subisce mutamenti radicali e richiede una più alta comunanza di intenti

CONTRO: può distogliere il focus dei componenti del team dagli obiettivi pratici e dai task quotidiani

4.   Leader affiliativo

Lo stile di leadership affiliativo è basato sul rafforzamento delle connessioni e sulla risoluzione dei conflitti. Il leader di questo tipo si concentra sulle persone, sul loro morale e mira a creare un ambiente di lavoro positivo e confortevole.

PRO: il leader affiliativo è estremamente efficace in periodi di forte stress o in caso di spaccature interne ai team

CONTRO: lo svantaggio di questa tipologia di leadership è che non riesce a essere correttiva e rischia di ingenerare confusione nei ruoli (lavoro-amicizia) all’interno del gruppo di lavoro

5.   Leader regolatore

Il leader regolatore ha come obiettivo quello del raggiungimento degli obiettivi, scanditi su tempi fissi e possibilmente rapidi. I numeri sono il suo focus, a discapito delle persone e dello spirito collaborativo.

PRO: può essere estremamente performante per brevi periodi con gruppi di lavoro motivati e senior, per esempio nel settore vendite

CONTRO: l’impazienza può ingenerare stress e portare a un calo del rendimento dei dipendenti sul medio-lungo periodo

6.   Leader autoritario

È il capo che impartisce ordini e che controlla che tutto fili secondo i suoi piani. Il suo tono non è mai amichevole e tende ad essere poco flessibile.

PRO: lo stile di leadership autoritaria è utile in periodi di crisi durante i quali si richiede di prendere soluzioni rapide a problemi urgenti

CONTRO: rischia di contaminare l’ambiente, rendendolo tossico e creando dissonanze.