Published 18 Ottobre 2022 - in Career Advices Professional Insights

Come fare un brainstorming efficace in azienda

Come fare un brainstorming aziendale in maniera efficace

Il brainstorming, letteralmente “tempesta di cervelli”, è un termine inglese che nasce dall’unione tra “brain” (cervello) e “storm” (temporale, tempesta). Introdotto sul finire degli anni Trenta dal pubblicitario Alex F. Osborn, cominciò ad essere utilizzato solamente dopo la pubblicazione del volume “Applied Imagination”, nel 1953.

Per la verità la sua origine è molto più antica. Già quattro secoli fa, in India, i maestri indù utilizzavano la tecnica del Prai-Barshana (da “fuori di te stesso” + “questione”), che nasceva da un concetto molto simile.

Ma cos’è il brainstorming oggi, e come farlo in modo efficace?

Che cos’è il brainstorming

Il brainstorming è un gioco creativo, in cui si associano idee e nulla è sbagliato: ogni persona del gruppo viene incoraggiata a produrre idee, che vengono poi discusse, elaborate e trasformate dagli altri partecipanti al brainstorming. Affinché una seduta sia efficace, infatti, è necessario che vi partecipino tra le 3 e le 10 persone, meglio se con background e skills differenti. Ed è fondamentale che vi sia un conduttore/moderatore, che fornisca gli spunti di discussione e che eviti i “vuoti di idee”. Al termine della seduta, o delle sedute, si giunge all’idea definitiva che non è mai la proposta del singolo ma il frutto di un lavoro comune.

Le fasi del brainstorming

Per capire come fare un brainstorming, è necessario innanzitutto conoscere le sue fasi:

  1. nella fase iniziale, il moderatore spiega ai partecipanti l’obiettivo e l’oggetto della discussione;
  2. la fase divergente è il cuore creativo del brainstorming: i partecipanti mettono sul piatto le idee, gettando i punti cardine di quella che sarà la soluzione finale;
  3. durante la fase convergente vengono selezionate le idee migliori, per giungere al risultato conclusivo (e, quindi, alla proposta più vantaggiosa e meglio realizzabile).

La prima parte del brainstorming è dunque di tipo creativo: l’accento non è posto sulla qualità delle idee ma sulla quantità, poiché più sono le proposte più facilmente si raggiungerà l’obiettivo. La seconda fase è di tipo valutativo: il moderatore accorpa le idee, scarta le proposte doppie e analizza le varie fattibilità, contestualizzando la singola idea nel contesto economico e aziendale.

Uno strumento molto utile, nell’ambito del brainstorming, è rappresentato dalle mappe concettuali (o mappe a grappolo): su di una lavagna si scrive l’idea centrale, e si fanno poi partire diramazioni corrispondenti alle diverse associazioni concettuali.

Come fare un brainstorming: le regole essenziali

Il brainstorming è una strategia creativa particolarmente utile quando si deve trovare la soluzione ad un problema.

Affinché conduca ai risultati sperati, è però necessario che si rispettino alcune regole. Innanzitutto, durante la fase creativa, le idee non possono essere giudicate. In secondo luogo, il moderatore deve incoraggiare l’istintività. Infine, è importante che le idee emerse siano numerose e che vengano unite tra loro, così da tenere in considerazione il pensiero di tutti combinando gli aspetti migliori delle proposte vincenti.

Brainstorming, gli esempi pratici

Per fare brainstorming in azienda, le opzioni sono diverse.

Brainwriting

Il Brainwriting, spesso usato per il lancio di nuovi prodotti e l’ideazione di campagne pubblicitarie, si svolge per iscritto: a ciascun partecipante viene consegnato un foglio, su cui il moderatore avrà scritto una frase. Partendo da quella frase, diversa per tutti, il singolo partecipante dovrà scrivere la prima idea che gli viene in mente per poi passare il suo foglio a chi gli sta accanto. Al termine del giro, ciascuno avrà in mano un documento con numerose idee. Tale tecnica si rivela funzionale quando i partecipanti al brainstorming parlano lingue diverse, e quando le persone coinvolte sono molte.

Rawlinson Brainstorming

Il Rawlinson Brainstorming, consigliato quando esprimersi senza censure è difficile, prevede invece che sia solamente il moderatore a ricevere le idee dei partecipanti.

Imaginary Brainstorming

L’Imaginary Brainstorming si basa sull’uso dell’immaginazione, sull’invenzione di un contesto che non esiste e su personaggi di fantasia: l’unica cosa reale è il problema da risolvere.

Negative Brainstorming

Infine, il Negative Brainstorming sfrutta un comportamento tipico dell’uomo: la tendenza a vedere il lato negativo delle cose (sul lavoro, l’impossibilità di risolvere un problema o il fallimento di un progetto). Esprimere tutte le perplessità, e far emergere i problemi, aiuta a correggerli e a trovare una soluzione.

Brainstorming di gruppo e brainstorming individuale

Tutte queste tecniche valgono per il brainstorming di gruppo, ma anche per il brainstorming individuale. Il flusso di idee si rivela infatti funzionale anche per il libero professionista che deve risolvere un problema, per lo scrittore che ha un blocco creativo o per chiunque voglia riemergere da una situazione complicata.

Come fare brainstorming individuale?

  • prendi spunto da chi stimi, che sia una persona che conosci o un professionista che segui sul web;
  • rompi la monotonia, compiendo azioni che modificano la tua routine;
  • mettiti in discussione: immagina di essere un tuo concorrente per analizzare i tuoi punti deboli e per vederti coi suoi occhi, e prova a pensare a come agiresti nella massima condizione di difficoltà;
  • dividi l’obiettivo in tanti piccoli step;
  • non giustificare ciò che ti viene in mente: scrivi tutto ciò a cui pensi;
  • conserva i fogli, e ritagliati del tempo per osservarli in silenzio: l’idea migliore potresti averla già avuta.