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Published 19 Gennaio 2021 - in Knowledge Center

L’importanza degli head hunter in una città come Milano

Il prezioso ruolo dell’head hunter in una città come Milano

Milano, 17 dicembre 2019 – Una crescita del PIL doppia rispetto a quella del Paese. Sede di 4.600 delle 14 mila multinazionali presenti in Italia e di oltre 10 mila imprese straniere. Cardine del Nuovo Triangolo Industriale (Lombardia, Emilia e Nord-Est).

Milano, tra le prime 50 città per ricchezza e potere economico a livello mondiale [1]. Alle soglie di un nuovo decennio, Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, approfondisce i trend e le dinamiche del mercato del lavoro nel Capoluogo lombardo.

Dinamicità occupazionale

Il trend di crescita positivo che caratterizza la città di Milano trova riscontro anche nella nostra attività di ricerca e selezione di profili manageriali. È la città italiana per cui riceviamo il maggior numero di richieste da parte delle aziende clienti: le posizioni a Milano e provincia rappresentano circa la metà di tutte quelle da noi gestite nel 2019  – Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia

Milano copre infatti tutto l’orizzonte dimensionale d’impresa: dalle piccole a conduzione familiare alle multinazionali. Non solo, a infondere dinamicità al Capoluogo lombardo anche la compresenza di molteplici settori, dall’industria al commercio passando per la finanza e le start up innovative – sintetizzati nel grafico[3]. Se da una parte, come conferma anche l’Osservatorio Milano di Assolombarda, il sistema produttivo manifatturiero è il punto di maggior forza, dall’altra Wyser registra nell’area una particolare vivacità occupazionale nei settori Digital, Oil&Gas, Automation, Finance e Retail.

Attrattività di Milano

A differenza di quanto si rileva per la fascia entry level, solo il 3% dei manager assunti a Milano proviene da altre città italiane [4]. La piazza di Milano è infatti quella in cui si registra la maggior presenza di manager e professionisti già residenti. Aspetto che trova conferma anche dai dati Istat secondo i quali la fascia di età 30-49 anni è pari a quasi un terzo della popolazione di Milano. A fronte di un canone di locazione più alto in Italia (e in Europa), il Capoluogo lombardo offre servizi e uno stile di vita che piacciono a molti professionisti e manager, non solo italiani. L’attrattività di Milano può contare anche su settori di eccellenza e sempre più su realtà universitarie e di alta formazione con un respiro internazionale.

Nonostante venga spesso rimarcata la fatica del Capoluogo lombardo nell’attrarre professionisti stranieri, evidenziamo come questo non sia assolutamente un problema per settori come Design, Fashion, Oil & Gas. In questi settori, l’Italia vanta alcune realtà di eccellenza che richiamano manager e figure internazionali, oltre a promuovere il rientro dei cervelli che noi attestiamo intorno al 2% rispetto al totale degli assunti su Milano. – Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia

Parallelamente, si registra un’apertura internazionale degli atenei milanesi e lombardi che trova riscontro nella continua crescita degli studenti internazionali: 14.518 nell’a.a. 2017-2018, pari al 5,2% del totale degli iscritti (+0,5%) [5]. Inoltre, a conferma della reputazione internazionale del capoluogo milanese in alcuni settori, si evidenza una maggior propensione degli studenti internazionali per i corsi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e Arts (es. design): 52,4% (rispetto al 40% medio lombardo) mentre in quelli Arts è il 6,2% rispetto alla media regionale dell’1,4%. Studenti internazionali che provengono principalmente da Europa e, in egual misura, dall’Asia.

Ci aspettiamo che l’attrattività e la dinamicità occupazionale di Milano continueranno a crescere anche nel decennio 2020. Le realtà di eccellenza a livello imprenditoriale, ma anche formativo sono la base solida della città anche oltre i confini nazionali. Alle porte di una nuova decade, possiamo porci l’obiettivo, in qualità di head hunter, di contribuire alla crescita di questa città rapportandoci sempre più con manager di nazionalità diverse e, soprattutto, cercando di promuovere il rientro dei cervelli italiani, di cui abbiamo bisogno per mantenere e superare gli standard raggiunti. – Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia

In che modo l’head hunter può rendere Milano sempre più competitiva

Un bravo Head Hunter può fare la differenza tra un processo di reclutamento efficace e un processo di reclutamento fallimentare.

Selezionando un cacciatore di teste con una reputazione consolidata all’interno della Regione, le imprese possono accedere più facilmente ai migliori talenti. Ciò si traduce in una maggiore competitività, dell’azienda in sé, ma anche della città nel suo complesso. I bravi Head Hunter hanno infatti accesso ai candidati che con metodi di reclutamento tradizionale non possono essere raggiunti, e possono convincere a rientrare chi – deluso dal mercato italiano – ha lasciato il Paese. Senza contare che Milano è una città dal forte potere attrattivo, in cui professionisti di tutta Italia ambiscono a lavorare, e in cui a studiare arrivano talenti da tutto il mondo (su 250.000 studenti universitari, l’11% è straniero, per ¾ proveniente da fuori Europa*).

Ma perché, per una città, attrarre talenti è importante? La Chinese Talent Work Conference, andata in scena nel 2021, ha regalato un assunto prezioso: “Il fondamento dell’innovazione risiede nei talenti”. Sono proprio i talenti che, ciascuno con la sua peculiarità, le sue capacità e le sue abilità, concorrono a creare un ecosistema innovativo, fiorente e competitivo. Per una città è dunque fondamentale attirarli, ma anche coltivarli e trattenerli. Nell’intero processo, gli Head Hunter svolgono un ruolo chiave, ma l’amministrazione comunale è tenuta a supportarli, affinché il loro lavoro di ricerca, selezione e matching candidato-azienda sia proficuo sul lungo periodo.

Come emerso dal Word Talent Ranking dell’Institute for Management Development di Losanna, infatti, ci sono città che attraggono talenti e altri che li allontanano. A fare la differenza tra l’una e le altre sono principalmente sei aspetti: il sistema educativo, le opportunità di apprendimento e formazione permanente, lo stipendio, la percentuale di tasse, il costo della vita e il sistema giudiziario.

Dinamicità occupazionale

Il trend di crescita positivo che caratterizza la città di Milano trova riscontro anche nella nostra attività di ricerca e selezione di profili manageriali. È la città italiana per cui riceviamo il maggior numero di richieste da parte delle aziende clienti: le posizioni a Milano e provincia rappresentano circa la metà di tutte quelle da noi gestite nel 2019 [2]

Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia

Milano copre infatti tutto l’orizzonte dimensionale d’impresa: dalle piccole a conduzione familiare alle multinazionali. Non solo, a infondere dinamicità al Capoluogo lombardo anche la compresenza di molteplici settori, dall’industria al commercio passando per la finanza e le start up innovative – sintetizzati nel grafico[3]. Se da una parte, come conferma anche l’Osservatorio Milano di Assolombarda, il sistema produttivo manifatturiero è il punto di maggior forza, dall’altra Wyser registra nell’area una particolare vivacità occupazionale nei settori Digital, Oil&Gas, Automation, Finance e Retail

Attrattività di Milano

A differenza di quanto si rileva per la fascia entry level, solo il 3% dei manager assunti a Milano proviene da altre città italiane [4]. La piazza di Milano è infatti quella in cui si registra la maggior presenza di manager e professionisti già residenti. Aspetto che trova conferma anche dai dati Istat secondo i quali la fascia di età 30-49 anni è pari a quasi un terzo della popolazione di Milano. A fronte di un canone di locazione più alto in Italia (e in Europa), il Capoluogo lombardo offre servizi e uno stile di vita che piacciono a molti professionisti e manager, non solo italiani. L’attrattività di Milano può contare anche su settori di eccellenza e sempre più su realtà universitarie e di alta formazione con un respiro internazionale.



Nonostante venga spesso rimarcata la fatica del Capoluogo lombardo nell’attrarre professionisti stranieri, evidenziamo come questo non sia assolutamente un problema per settori come Design, Fashion, Oil & Gas. In questi settori, l’Italia vanta alcune realtà di eccellenza che richiamano manager e figure internazionali, oltre a promuovere il rientro dei cervelli che noi attestiamo intorno al 2% rispetto al totale degli assunti su Milano. 

Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia 



Parallelamente, si registra un’apertura internazionale degli atenei milanesi e lombardi che trova riscontro nella continua crescita degli studenti internazionali: 14.518 nell’a.a. 2017-2018, pari al 5,2% del totale degli iscritti (+0,5%) [5]. Inoltre, a conferma della reputazione internazionale del capoluogo milanese in alcuni settori, si evidenza una maggior propensione degli studenti internazionali per i corsi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e Arts (es. design): 52,4% (rispetto al 40% medio lombardo) mentre in quelli Arts è il 6,2% rispetto alla media regionale dell’1,4%. Studenti internazionali che provengono principalmente da Europa e, in egual misura, dall’Asia.

Ci aspettiamo che l’attrattività e la dinamicità occupazionale di Milano continueranno a crescere anche nel decennio 2020. Le realtà di eccellenza a livello imprenditoriale, ma anche formativo sono la base solida della città anche oltre i confini nazionali. Alle porte di una nuova decade, possiamo porci l’obiettivo, in qualità di head hunter, di contribuire alla crescita di questa città rapportandoci sempre più con manager di nazionalità diverse e, soprattutto, cercando di promuovere il rientro dei cervelli italiani, di cui abbiamo bisogno per mantenere e superare gli standard raggiunti.

Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia



[1] Osservatorio Milano – Assolombarda

[2] Elaborazione dati Wyser

[3] Elaborazione dati Istat

[4] Elaborazione dati OpenData Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza, Lodi

[5] L’internazionalizzazione degli atenei di Milano e della Lombardia (a.a. 2017-2018) – Assolombarda